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Roberto

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4/10/2009

Guida Joomla

Primi passi con Joomla 1.5

  1. 1. Introduzione
    Cos'è Joomla, perché è importante la versione 1.5 e come scaricarla
  2. 2. Installazione
    Requisiti minimi, caricare i file via FTP, procedura guidata di installazione su server remoto
  3. 3. Trasferire il sito da locale a remoto
    Impariamo come trasferire Joomla da locale a remoto
  4. 4. Come è strutturato Joomla
    Analizziamo il frontend e l'amministrazione di Joomla
  5. 5. Il pannello di amministrazione
    Come accedere all'amministrazione del sistema ed iniziare a modificare alcune caratteristiche di base

I contenuti

  1. 6. Organizzare i contenuti in Joomla
    Come è possibile inserire ed organizzare i contenuti in Joomla: sezioni, categorie e articoli
  2. 7. Ottimizzare i contenuti
    Gestiamo articoli, categorie, sezioni e prima pagina
  3. 8. Scrivere articoli disposti su più pagine
    Vediamo come scrivere articoli lunghi, disposti su più pagine
  4. 9. Gestire le immagini
    Joomla permette di avere una gestione delle immagini completa
  5. 10. Gestire i feed RSS
    Impariamo a gestire i nostri feed e aggregare i feed di altri siti

Estensioni e moduli

  1. 11. I componenti
    Come scaricare ed utilizzare i componenti più comuni
  2. 12. Gestire i moduli
    Organizzare la visualizzazione dei moduli sul front-end
  3. 13. I menu
    Gestire i menu presenti ed aggiungere nuove voci
  4. 14. Le estensioni
    Installare moduli e funzionalità aggiuntive, rendere visibili le nuove estensioni

Grafica e template

  1. 15. La grafica e i template
    Personalizzare l'aspetto del sito aggiungendo nuovi template e customizzandoli
  2. 16. Personalizzare il template di default
    Modifichiamo il tema grafico preimpostato di Joomla
  3. 17. Aggiungere e modificare posizioni nel template
    Vediamo come è possibile cambiare le posizioni di un modulo all'interno del template

Migrazione dalla 1.0.x e SEO

  1. 18. Ottimizzazione per i motori di ricerca
    URL rewriting, htaccess, metadati e parole chiave negli articoli
  2. 19. Migrare dalla versione 1.0.x alla 1.5
    Portare tutti i contenuti dei vecchi siti nella nuova versione

Avanzate

  1. 20. Recuperare la password di amministratore
    Se dimentichiamo la password di amministratore è possibile recuperarla
  2. 21. Aggiornare la versione di Joomla installata
    Vediamo come aggiornare Joomla alla versione più recente
  3. 22. Aggiornare una estensione installata
    Vediamo i diversi modi per aggiornare una estensione installata
  4. 23. Rimuovere funzionalità inutili dal sito
    Eliminiamo contenuti e moduli superflui da Joomla
  5. 24. Migliorare la velocità di caricamento delle pagine
    Ottimizziamo il caricamento delle pagine di Joomla
4/8/2009

Terremoto: fondi finti su Facebook

(ANSA) - MILANO, 7 APR - Sciacalli non solo tra le macerie delle citta' colpite dal terremoto, ma anche su Facebook. Marco Pellegatti, finto nipote del giornalista di Mediaset Carlo, sul suo profilo sta cercando di raccogliere fondi per un'iniziativa benefica che sostiene sia stata organizzata insieme dal Milan e da Mediaset: ma che e' in realta' inesistente. Il 'vero' giornalista ha smentito: 'Non ho nessun nipote che si chiama Marco e non esiste nessuna raccolta fondi'.

Fonte www.ansa.it

4/6/2009

TERREMOTO: BERTOLASO, PRONTI A DICHIARARE STATO EMERGENZA

"Le colonne mobili da tutta Italia dei vigili del fuoco si stanno dirigendo a L'Aquila e nelle zone limitrofe. Lo ha detto Guido Bertolaso. Pronti a dichiarare lo stato d'emergenza nazionale.

Il terremoto sconvolge l'Abruzzo
Crolli all'Aquila, 16 morti e 30 dispersi

Il sisma, di magnitudo 6,3 Richter, ha colpito la zona intorno al capoluogo abruzzese. L'epicentro a 95 chilometri da Roma. La Protezione civile conferma: decine di morti nei paesi. Lesionati anche edifici in cemento armato. All'Aquila crolla una parte della casa dello studente. Convocato il comitato operativo della protezione civile. Bertolaso: "La peggiore tragedia dall'inzio del millennio". Sarà dichiarato lo stato d'emergenza. La scossa avvertita con forza a Roma

3/19/2009

Ancelotti: "Scartato dall'Inter"

Il tecnico rossonero ripercorre la sua storia: "Feci un provino, volevano mettermi a dieta. Questo Milan Liedholm lo allenerebbe meglio di me, Sacchi peggio".

Ancelotti: "Scartato dall'Inter"

Carlo Ancelotti ripercorre le tappe della sua carriera di giocatore e di allenatore, confessa la sua fede interista in giovane età e conferma il suo desiderio di guidare una nazionale africana, senza prima aver spiegato il malinteso con Spalletti."All'Inter ho fatto un provino, quand'era presidente Fraizzoli - ha detto l'allenatore rossonero a Repubblica -. Hanno deciso che costavo troppo e hanno preso Beccalossi. Con l'Inter ho fatto il battesimo di San Siro, contro l'Hertha Berlino. A 19 anni mi ritrovo in spogliatoio con Anastasi, Altobelli, Bini, Canuti, roba da farsela addosso. Sono stato una settimana ad Appiano con Bersellini e il suo vice, Onesti. Ogni giorno mi pesavano, una tortura. Se resti, dovremo studiare una dieta per te, dicevano. Tra di me pregavo che mi scartassero. M'è andata bene". Da allenatore i suoi modelli sono stati tre: " Con Bruno Mora, che era anche una bravissima persona, riconosco due altri maestri: Liedholm e Sacchi. Uno era stato un campione e l'altro un brocco. Questo Milan, credo che Nils lo allenerebbe meglio di me e Arrigo peggio. A Liedholm piaceva la tecnica, intepretava le partite non come distruzione dell'avversario ma come esaltazione delle doti dei suoi. Ha imposto la difesa a zona, non s'è mai stancato di insegnare calcio. Sacchi è stato un grandissimo maestro di tattica: difesa alta, pressing, allenamenti quasi più impegnativi delle partite".Reggio Emilia, Parma, Torino, Milano, queste le tappe da tecnico: "A Parma, che tanti vedono come un'isola felice, non c'è mai stato feeling né con la società né con la città - ha detto Ancelotti -. Non mi hanno mai apprezzato. Vero è che avevo una bella squadra: doveva venire Capello, arrivai io e trovai Crespo, Thuram, Veron, Chiesa, Zè Maria sbarcato al posto di Cafu, più un ragazzino in porta di cui il ds Sogliano continuava a dire: è un fenomeno, promuovilo titolare. Io a quei tempi tiravo bene in porta, cosa per cui devo dire grazie a Bruno Mora, mio allenatore nelle giovanili. E 'sto ragazzino, che era Buffon, mi bloccava quasi tutti i tiri. A Roma da giocatore ho vissuto bene, è una città meravigliosa, si fa amicizia facilmente, c'è più calore non solo nell'aria. Milano è più chiusa di Roma e Torino è più chiusa di Milano, fuori dal campo a Torino non ho un amico".Quindi si passa all'analisi del suo credo tattico e Ancelotti confessa che oggi gente come Zola e Baggio non se la farebbe scappare: "Il tempo passa anche per me. Agli inizi ero troppo sacchiano, vedevo solo il 4-4-2. Con Sacchi avevo raccolto enormi soddisfazioni, avevo paura di cambiare. Ho rifiutato Roberto Baggio perché, trequartista, non rientrava negli schemi. Discorso quasi uguale per Zola, messo in concorrenza con Crespo e Chiesa. Oggi non farei partire Zola e a Baggio direi: ti aspetto".Chiusura dedicata al futuro, dal sogno di guidare la Roma a quello africano: "Io e Spalletti siamo amici, ma posso capire che si sia un po' risentito quando ho espresso il mio desiderio di arrivare, prima o poi, sulla panchina della Roma. Immagino che le radio romane gli abbiano tolto il fiato. Ho fatto incazzare Halilhodzic dicendo che mi piacerebbe allenare la Costa d'Avorio ai mondiali. Mi piacerebbe sì, credo molto nel calcio africano, hanno giocatori eccezionali che non fanno squadra. Drogba, i due Touré, Kalou, Eboué, Zokora, buttali via. Ai mondiali hanno perso di un solo gol con Argentina e Olanda e battuto la Serbia. Mi piace l'idea dell'Africa o forse vorrei essere più coinvolto con una Nazionale".

3/18/2009

LA VOLANTE NON VOLA

SICUREZZA
LE FORZE DI POLIZIA DENUNCIANO GLI EFFETTI DEI TAGLI

Pesanti carenze di organico e di auto per il pronto intervento. Non ci sono più soldi nemmeno per le divise e le fotocopiatrici. E gli agenti stavolta dicono basta.

Le volanti? Non "volano" più. Il pronto intervento? Ha perso l’aggettivo. La Polizia denuncia di essere senza mezzi e di rischiare di fare la guerra alla criminalità con le pistole ad acqua. E dice: ora basta. La legge emanata dal Governo Berlusconi che ha istituito le ronde ha avuto qualche "corollario" imprevisto. Il primo: la sollevazione dell’intero corpo della Polizia. Basta una rapida occhiata fra i comunicati stampa e i siti Internet dei sindacati di polizia per osservare un compatto "no" senza precedenti all’idea della sicurezza "fai da te".

Tabella.

La seconda conseguenza non prevista è che le Forze dell’ordine (dalla Polizia ai Carabinieri, dalla Guardia di finanza a quella costiera) hanno rotto la consegna del silenzio, raccontando fatti ed episodi che denunciano il disagio crescente che i nostri tutori dell’ordine vivono da tempo. Il senso della protesta è stato riassunto da Enzo Letizia, segretario nazionale dell’Anfp (Associazione nazionale funzionari di Polizia): «C’è una continuità assoluta nel disinvestire sulla sicurezza», dice. «Noi siamo figli di ogni opposizione e orfani di ogni Governo». A dire che negli ultimi anni i partiti che all’opposizione avevano chiesto più risorse per le Forze dell’ordine, giunti al governo hanno fatto il contrario.

Altro che ronde! Gli agenti gridano a gran voce che, se davvero si vuole più sicurezza, non è continuando a tagliare le risorse destinate a chi la deve garantire che si ottengono i risultati. Tanto meno con i militari sulle strade o con le squadre dei rondisti. L’esito dei tagli? Ecco qualche esempio.

Torino. «Il commissariato di Rivoli ha sede in un condominio», spiega Nicola Rossiello, segretario generale provinciale della Silp-Cgil. «È insicuro sia per noi che per i condòmini. Capita che quando lavoriamo di notte abbiamo il vicino di casa che ci batte con la scopa sulla parete perché non ne può più dei rumori».

Treviso. «Non ci sono più nemmeno i soldi per comprare le divise», dice Berardino Cordone, segretario generale provinciale del Coisp. «Raramente riusciamo a uscire con tre volanti. Che devono controllare tutta la Marca Trevigiana».

Rieti. «Una squadra di vigilantes ha inseguito un’auto civetta della Squadra mobile per segnalarla come sospetta», riporta la rivista Conquiste del lavoro della Cisl. «Nessuno si è fatto male soltanto grazie alla professionalità degli operatori di Polizia».

Verona. Il 17 febbraio si sono scontrate una Land Rover degli alpini e una volante della polizia durante l’inseguimento notturno di due ladri. Conseguenza: una volante in meno per il pattugliamento (delle sole tre operative in città, di cui un’altra fissa davanti al Tribunale). Comunque, i due malviventi sono stati arrestati.

Palermo. «Non abbiamo solo carenza d’organico e di volanti», sottolinea Carmelo Fiumefreddo, segretario generale provinciale del Coisp di Palermo. «Ci mancano anche il toner e le fotocopiatrici, la mensa, il materiale di consumo. E c’è chi aspetta da un anno e più i rimborsi del denaro messo di tasca propria per mandare avanti le indagini o per fare corsi d’aggiornamento. Perché di soldi non ce ne sono più. Diverse volanti circolano da tempo senza collegamento con la centrale operativa, perché non funzionano più i ponti radio. Ci coordiniamo con i nostri telefonini».

Roma. Circolare a questure e commissariati: "Oggetto: servizio di disinfezione e di disinfestazione". La Direzione centrale dei servizi di ragioneria comunica che «a causa delle limitate risorse finanziarie» non sono stati autorizzati gli interventi di igienizzazione dei locali dove opera la Polizia. Insomma, sembra dire la circolare, non c’è un euro, per quest’anno tenetevi le sedi sporche.

Tabella.

Episodi grotteschi, che fanno anche sorridere. Ma che rivelano una questione terribilmente seria, com’è stato sintetizzato dalle sette principali organizzazioni sindacali di Polizia (Siulp, Silp-Cgil, Siap, Ugl-Polizia, Consap-Italia sicura, Coisp, Anfp, che raggruppano oltre il 90 per cento dei poliziotti) in una lettera a Napolitano: «Si ha la sensazione che per la prima volta nella storia repubblicana lo Stato stia per rinunciare a una delle sue funzioni più importanti e irrinunciabili: la gestione della sicurezza», "appaltandola" ai privati.

«Sa qual è il vero problema?», conclude Carmelo Fiumefreddo da Palermo. «Che le squadre antimafia sono praticamente ferme. E così pure quelle che si occupano di criminalità economica. Tra tagli di straordinari e carenze d’organico non si riescono più a fare i pedinamenti e il lavoro notturno. E quando si limita l’attività investigativa le organizzazioni criminali brindano».

Alberto Laggia e Luciano Scalettari

Fonte http://www.stpauls.it/fc/0912fc/0912fc46.htm

…….. e si parla ancora di sicurezza e la soluzione sono le ronde?

 

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